GIACARANDA SOTTO IL LAMPIONE

Nell’oscurità di una notte senza stelle le fronde degli alberi
fremono appena con un fruscio che sembra un lamento o un pianto.
Intorno il silenzio e poi nel silenzio ecco un ticchettare di passi
nel buio; da qualche parte lontano arrivano lenti dodici rintocchi:
mezzanotte sotto un cielo cupo.
La luce del lampione illumina per un istante Giacaranda, bella e
fragile nella sua femminilità e sola!!
Il frusciare del vento ora è più forte in quella notte che sembra
fatta di tristi fantasmi, ma la notte non fa paura a Giacaranda; ci
è abituata lei a quei lampioni che bucano l’oscurità con la loro
luce livida.
Giacaranda sa che la notte porta molti fantasmi per tutti e le
strade sono deserte a quell’ora tarda, le ore passano lente sotto
quel lampione ad aspettare un sogno o qualche ora d’amore.
La notte scorre e all’alba Giacaranda si incammina verso casa
camminando sotto il cielo terso del mattino come se si muovesse su
un altro pianeta che appartiene solo a lei, come se il tempo non
esistesse più; con un sacco di paure dentro un po’ come una bambina.
Giacaranda ora è a casa, sta spuntando il sole e una grande quiete
profonda
bacioblu
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