LA PRINCIPESSA

 

 

C’era una volta in un paese incantato una principessa che voleva ricordare, che voleva sognare spazi immensi e cieli limpidi, che voleva vivere un amore indimenticabile.
Il nome della principessa era Giovanna, le piaceva affacciarsi alla finestra respirare l’aria fresca e riempirsi gli occhi di tutti i colori del mondo.
Il suo unico amico era Eustorgio un tenero bianco gabbiano che tutte le mattine planava dolcemente davanti alle sue finestre.
Giovanna viveva su una spiaggia ai confini del mondo da sola in un immenso castello pieno di bambole e cuscini, non si sentiva sola durante il giorno, però la notte quando tutte era immerso nel silenzio più assoluto i pensieri che le passavano per la testa erano morsi che divoravano il cervello.
Solo verso il mattino riusciva a d addormentarsi, comunque ci pensava sempre Eustorgio a svegliarla si soprassalto con i suoi richiami, a lei piaceva tantissimo svegliarsi in quel modo, in quell’attimo sospesa tra sonno e veglia, intuiva quasi tutto era come un sipario che si apriva e si chiudeva sulla vita.
Quella vera…
Era la rivelazione…
Giovanna non sapeva niente di lei, non sapeva da dove veniva, dove andava, non vedeva uno spiraglio di luce nella sua mente, però non poteva permettersi di stare a meditarci sopra senza fare un accidenti…
Bisognava darsi una mossa!
L’unica possibilità per lei era quella di scappare da quell’eremo solitario, ma non ne aveva il coraggio; dove poteva andare, e come?
Il suo destino era quello e non poteva fare niente per cambiarlo.
Lei credeva nelle cose che amava, però credeva anche nelle cose che non aveva potuto verificare personalmente… che esistevano altri mondi, altra gente , che gli esseri umani si amavano, che comunicavano, che la goccia scavava la pietra, ma soprattutto credeva nella bontà e nella sconfitta del male.
Giovanna non aveva memoria, quindi se non c’è memoria non c’è nemmeno sofferenza, però quante cose non aveva visto e vissuto per la mancanza di coraggio…
Sognava spesso quello che aveva letto sui libri trovati nella biblioteca del castello, un uomo un bacio, un amore.
Era tutto così semplice come si faceva a non crederci! Aveva nostalgia di un luogo che non aveva mai visto, di una vita che non aveva mai vissuto era stanca del suo paradiso perduto, pensava che la nostalgia fosse amore.
Amore…
Amore…
Amore…
E lei dentro era viva, voleva conoscere la vita vera, l’amore vero, la felicità vera la terra sotto i piedi, il cielo sulla testa, la principessa non credeva nelle soluzioni definitive, ma da qualche parte doveva pur cominciare per cambiare la situazione, non poteva più adattarsi a quel modo di vivere .
Intanto il tempo passava lentamente, ma inesorabilmente, non poteva morire su quella spiaggia doveva creare il momento e non aspettarlo, poteva non succedere mai.
Un mattino decise che il momento era giunto , saltò in groppa ad Eustorgio e volarono via più in alto delle nuvole e del sole, verso il mondo e la gente.
Era bello il mondo visto dall’alto tutto era piccino, ma si aveva quasi la sensazione di poter toccare le cose.
Si fermarono sulle sponde di un lago argentato e si dissero addio piangendo, ma allo stesso tempo felici della scelta che avevano fatto.
Eustorgio volò via con un battito d’ali e scomparve oltre le nuvole.
Giovanna cominciò a camminare lentamente contando i passi, guardando tutto, toccando tutto come se non avesse più potuto farlo, arrivò davanti a una grande casa con un enorme giardino dove alcuni ragazzi giocavano e ridevano felici, lei si fermò a guardarli estasiata; un giovane la vide e le si avvicinò sorridendo, si guardarono e senza dire una parola si presero per mano camminando verso il bosco dei platani incantati.
Sotto uno di essi lui la afferrò dolcemente, baciandola, lei lo lasciò fare come se non desiderasse altro che restare così: tra le sue braccia, provando una sensazione meravigliosa… qualcosa che non può esistere che nei sogni.
All’improvviso lui la guardò negli occhi e le disse: “Il cuore ama, è quel che gli riesce meglio; e l’amore può far esplodere il mondo, l’universo è nato da una esplosione d’amore, ed io voglio amarti perché i nostri giorni non saranno più grigi e inutili… Perché in ogni piccola cosa scopriremo sempre tutto il mondo… Perché ci sono cose che bisogna afferrare o saranno perdute per sempre… Perché è bello realizzare i propri sogni… Perché la vita non può esaurirsi con la morte…
Perché il mondo non siamo solo io e te, ma esistono anche gli altri, Perché… Perché…
…No.
Basta coi perché”.
E il vento le scompigliava i capelli coprendole il volto e in un eccitante gioco si mostravano ora i suoi occhi, ora le sue labbra, ora il suo sorriso; lo prese per mano dicendogli: “L’amore verso il mondo è più forte di tutto, la vita è un attimo, anche l’eternità è un attimo, che senso ha il tempo?
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo un mondo diverso pieno di vita e di colorii, un mondo dove la sofferenza e il dolore non esistono, un mondo solidale e coerente, quindi corriamo verso si lui e cominciamo la nostra vita insieme agli altri…
Così cominciò la loro storia d’amore che non finì mai perché Giovanna un giorno decise di lasciare la sua spiaggia ai confini del mondo per vivere la sua vita insieme alla gente ed al suo amore grande.
Al mattino quando ancora tutto è sospeso tra sogno e realtà si sente lo stridio del suo gabbiano bianco che la sveglia di soprassalto; in quel momento dove si intuisce sempre tutto.

bacioblu
 


 

 


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