LA STORIA DI ASTRA

Ci sono abbracci che non si dimenticano.
Sorrisi che s’imprimono nella memoria indelebili.
Amori che non finiscono mai, che non possono finire.
Può avvenire in un momento.
I pensieri si fanno sconnessi, le idee sono come un fiume in piena
che travolge gli argini della realtà e la fantasia in agguato
esplode.
Così comincia l’avventura di Astra una bambina sola che vuole
sembrare dura, mentre invece è fragile come un pulcino.
L’amore per lei è importante, è la cosa più importante di tutte.
Vive ai margini di un bosco nutrendosi di bacche e pesci che pesca
con le mani nel fiume che lo attraversa.
La sua casa è piccina e piena di gelsomini che sono i suoi fiori
preferiti e ai quali racconta le sue storie fantastiche piene di
fate, di folletti, d’amore, di tenerezza, di passione e desiderio.
Quando si sente inquieta e sola scende verso il paese, ma nessuno le
si avvicina per parlarle, perché lei è sempre triste e scostante
verso gli altri, la gente immagina che la solitudine spenga i sogni
e le speranze, ma essi non sanno che
Durante la notte i sogni di Astra diventano sconvolgenti forse
perché sono lo specchio del suo inconscio… dei suoi desideri
repressi.
Per tutti Astra è una strega, una selvaggia senza sensibilità tutta
istinto e violenza, e lei dal canto suo si comporta come loro si
aspettano, costretta a spiare i giochi dei suoi coetanei da lontano
e provando l’impulso di scappare quando sente qualcuno avvicinarsi,
è in quei momenti che si sente sola e disperata.
Così ritorna alla sua casetta nel bosco piangendo disperata con
dentro una nostalgia non ben definita, confusione, insoddisfazione e
incertezza su tutto, nemmeno i suoi adorati gelsomini e le sue
storie fantastiche le sono di aiuto.
La vita fino a quel momento l’ha sottoposta a prove durissime,
rimasta orfana piccolissima e sempre vissuta nella solitudine più
assoluta.
Astra ha bisogno di essere difesa soprattutto da se stessa, da
questa sua ostinata volontà di soffrire.
Astra aspetta con ansia le giornate di pioggia perché dopo la
pioggia arriva sempre il sereno e con il sereno l’arcobaleno si
colora di mille colori e le sorride.
A lui può raccontare le sue speranze e i suoi desideri, di quanto è
grande il mondo e quanto le piacerebbe scoprirlo e viaggiare, ma lei
è piccina e le sue mani non arrivano ad afferrare l’arcobaleno.
Anche la luna è sua amica, lei che se ne sta nel cielo buona buona e
fa l’indifferente, ma è una gran ruffiana!
Se scopre che Astra la sta guardando si mette a fare l’artista:
gettando pennellate d’argento sul fiume, mandando riflessi
madreperla che trasformano il suo volto in quello di una fata.
Nelle notti di luna piena Astra si siede su di un sasso a guardarla
e pensa alle cose meravigliose che stanno accadendo proprio in quel
momento; pensa agli aerei che atterrano e altri che partono, alle
mamme che stringono i loro bambini al seno, pensa al suo amico sole,
al vento e alla pioggia.
Pensa al mondo e alla vita: che motivo ha per essere triste, come è
possibile dormire in quelle notti piene di poesia.
La luce della luna è amore e senza amore l’anima si spegne a poco a
poco.
E’ in una di queste notti magiche che la luna le parla dicendole:
“Povero pulcino spaurito ti hanno insegnato che nel bosco c’è il
lupo cattivo, ma non ti hanno detto che il lupo cattivo può essere
anche dentro di te, ma se c’è amore nel tuo cuore non conoscerai il
male e io inventerò per te un mondo fantastico per farti vivere
felice la tua favola, ti porterò via con me: chiudi gli occhi non
avere paura”.
Chi sa amare non ha paura di niente, quindi Astra chiude gli occhi e
si lascia portare via dalla luna in un raggio di luce.
Quando li riapre si trova in un giardino pieno di fiori e di frutta,
pieno di bambini e bambine felici; il primo impulso è quello di
fuggire di nuovo, ma non fugge e si lascia prendere per mano, lascia
che essi raccolgano la sua anima e il suo respiro, si abbandona al
loro entusiasmo ed è la gioia di scoprire il colore del sole quando
è dietro le nuvole, un colore che solo chi ama davvero riesce a
vedere.
Bacio blu
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